Piano Industria 4.0

 

Questa pagina web  e quelle ad esso collegata, vogliono essere uno strumento per supportare ed incentivare le imprese che vogliono investire nell’ambito del progetto SINFI. Nonostante sia stata posta la massima accuratezza nella sua redazione, non è sottoposto ai formali processi di verifica di tutte le parti coinvolte. Non può quindi assolutamente essere assunto come un documento ufficiale o di riferimento. Ricordiamo che gli unici testi definitivi sono quelli pubblicati sulla gazzetta ufficiale e sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 

Si vuole valutare per le aziende impattate dal SINFI per il conferimento dei dati, la possibilità di un eventuale utilizzo di strumenti finanziari previsti per le aziende dal Piano Industria 4.0 e dalla legge di bilancio 2017, atti a favorire ricerca, innovazione e sviluppo.

 

Il Piano nazionale Industria 4.0 è l'occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale.

Il Piano prevede misure concrete in base a tre principali linee guida:

• operare in una logica di neutralità tecnologica

• intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali

• agire su fattori abilitanti

Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.

 

Interpelli e pareri
I soggetti interessati possono presentare, ai sensi dell’articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle stesse.
Nei casi in cui i dubbi in merito all’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione riguardino esclusivamente la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio tra quelli elencati negli allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016, il contribuente può acquisire autonomamente il parere tecnico del Ministero dello Sviluppo economico. La richiesta di parere va inviata all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. della Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI.
La facoltà di presentazione delle istanze di parere tecnico presuppone l’esistenza di un’obiettiva incertezza sulla qualificazione delle fattispecie, con la conseguenza che quelle ricorrenti, se non caratterizzate da elementi di peculiarità o, comunque, di complessità, non possono costituire oggetto dell’istanza.
La mancanza di un’obiettiva incertezza, in assenza di un dubbio che legittimi la presentazione di un’istanza di parere tecnico, si traduce in un vizio dell’istanza tale da determinarne l’inammissibilità. Si ricorda, infatti, che l’istanza di parere tecnico non può essere considerata uno strumento di accertamento preventivo, né è uno strumento sostitutivo della dichiarazione resa dal legale rappresentante ovvero della perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato prevista al comma 11 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.


In merito alla presentazione delle istanze, si fa presente che queste devono contenere i seguenti elementi:

• dati identificativi dell’istante ed eventualmente del suo legale rappresentante, comprensivi del codice fiscale
• circostanziata e specifica descrizione della fattispecie, da valutarsi alla luce della possibilità di rendere una risposta al quesito prospettato
• specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione
• esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta
• indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni dell’amministrazione e deve essere comunicata la risposta.

L’amministrazione fornisce il parere entro 60 giorni dalla ricezione dell’istanza da parte dell’ufficio competente. Quando la risposta non è comunicata al contribuente entro il termine previsto, il silenzio equivale a condivisione, da parte dell’amministrazione, della soluzione prospettata dal contribuente.

 

Le principali azioni

 Iper e Super Ammortamento

Credito d'imposta R&S

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